Farmers Market di Circo Massimo

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icona-alimentareEra il vecchio mercato ebraico del pesce. Qui nel Medioevo il Tevere e il porto fluviale di Ripa Grande garantivano l’approdo delle barche da Ostia. Gli scarti del pesce (lische, teste) e i pesci che oggi chiameremmo negletti venivano reimpiegati per una delle ricette storiche del Ghetto: il brodo di pesce alla romana.

 

Tra i banchi del mercato

A ricordo dell'antica funzione nel mercato aperto nell’ottobre 2009 sotto l'insegna di Campagna Amica e Coldiretti c'è un banco del pesce, vero e proprio "negozio" ricco di pescato freschissimo dalla Cooperativa dei pescatori di Terracina. Il banco apre solo se il tempo - nel giorno precedente al mercato - è buono... se il tempo è inclemente il banco non apre, a garanzia della freschezza del prodotto.2
Al mercato di San Teodoro solo prodotti freschi a km zero, coltivati, allevati e lavorati nel Lazio dalle 54 aziende sempre presenti. Tra le carni, tutte freschissime, troviamo la Chianina (az. agricola biologica Vittorio Placidi), le carni della Tenuta dell'Argento, i cui animali sono rigorosamente allevati al pascolo e quelle di Alan Farm. L'azienda Collemaggiore propone il suino nero, prodotto agricolo tradizionale del Lazio. Si possono acquistare anche piatti semipronti come polpette, spiedini, hamburgher o involtini ma anche le verdure già lavate e tagliate soltanto da buttare in padella. A farla da padrone sono proprio i banchi della frutta e verdura alcuni da agricoltura biologica, la maggior parte da agricoltura convenzionale, quasi tutti dotati di “numeretto” elimina code. Prodotti stagionali presentati con gusto (sul sito trovate i calendari di frutta e verdura). Si possono trovare ottimi pani prodotti anche con le proprie farine (az. agricola Capati), mieli, conserve e marmellate, creme di cioccolato e nocciola, sottoli, pomodori pelati e passate di pomodoro. Ci sono i banchi monotematici come quello della Birra del Borgo, birrificio artigianale di Piana di Spedino (Rieti); il banco dei legumi biologici dell'azienda Il Cerqueto che produce antichi semi di legumi e cereali dell'alta Tuscia: il fagiolo del purgatorio e le lenticchie di Onano tra le chicche; i banchi di formaggi specializzati in latte di pecora, capra, bufala, vacca (dalla ricotta al pecorino stagionato) tra i quali, degni di nota, l'azienda di Loreto Pacitti, Casa Lawrence, che produce una DOP con il pecorino di Picinisco ed il famoso Conciato di San Vittore, prodotto agricolo tradizionale del Lazio.
5L'azienda Benacquista propone una grande varietà di formaggi di capra tra cui spicca la Marzolina - presidio Slowfood - e la cui specialità sono i tartufi bianchi e neri di cui é ricca la terra al confine con l'Abruzzo. L'Azienda Tinte Rosse propone latte fresco, yogurt, robiola, stracchino ed uno strepitoso taleggio, tutto rigorosamente di capra. Altro banco monotematico degno di menzione, quello della pasta fresca (az. Casale dei Pozzi) prodotta con grano antico Saragolla, macinato a pietra, lavorata e prodotta al momento dell'acquisto. Da Oscar Campagna, l'artigiano contadino, si possono trovare deliziosi oggetti fatti di legno, ciotole e animaletti, archi e frecce e la pesca del pastore che rende felici i bambini. Il suo banco é dedicato ai frutti spontanei: i funghi e le sorbe, ma anche le nocciole, le prugne secche e le mele, tutto proveniente dai Monti Lepini dove si può visitare anche un Museo della Pastorizia e Agricoltura di cui al mercato si può vedere un assaggio.
E poi tra l’acquisto di un filone di pane e un assaggio di pecorino quando l’acquolina in bocca si trasforma in un buco allo stomaco avete due possibilità: sedervi ai tavolini nel cortile del mercato e aprire i vostri sacchetti oppure approfittare della tavola calda dei diversi Agriturismo che si alternano nei fine settimana. Menù tipo: minestra di legumi misti, rigatoni al ragù; straccetti alla 14pizzaiola, salsicce, verdure grigliate. Un piatto a scelta con vino, acqua e pane a 6 euro. L'apecar in cortile serve d'estate fresche centrifughe di frutta e verdura e d'inverno zuppe calde. Per gli amanti del vino lo spazio enoteca offre una scelta di vini laziali e non, ed ogni fine settimana propone una diversa degustazione. All'interno dell'enoteca si trova un angolo caffetteria dove è possibile gustare lo storico caffè Morganti o acquistarlo anche in versione bio.
Dopo aver apparecchiato la tavola manca solo di addobbarla. L'azienda Drassiflor é specializzata in piante grasse, carnivore, aromatiche ed ornamentali. E all'uscita, un grande banco di fiori, piante e vasi di erbe perché anche l'occhio vuole la sua parte.

Il paese di Alice

“Quello che mi piace del Mercato di Circo Massimo è che è tutto tondo. Fatto tutto un giro si può ricominciare, come su una giostra.
La prima volta che ci sono andata con mamma e papà non me ne sono accorta e mi sembrava enorme, non finiva mai. Mamma e papà erano molto indecisi, solo dopo un po' ho capito che giravamo in tondo. Allora ho protestato e mi hanno tirato su ad altezza banchi e ho potuto vedere le meraviglie del mercato.7
Il mio banco preferito è quello delle zucche. Ce ne sono tante, tutte diverse: lunghe e magre o tonde e grosse, quelle che dentro sono quasi rosse e quelle verdoline. Il signore delle zucche è molto gentile e una volta me ne ha regalata una. Ha detto a mia mamma: “Così ci fa la vellutata per la bambina”. Non lo sa che io bevo solo il latte di mia mamma e il gelato alla pera. Ma forse perché questo signore è tanto gentile l'assaggerò qualche cucchiaino di vellutata.
Mangio il gelato alla pera perché non c'è il latte. Che quando mangio il latte mi vengono tutte macchie rosse sul viso. Qui al mercato c'è il gelato al latte di capra, l'ho provato ma le macchie mi sono venute lo stesso.
L'ultima volta che sono stata al mercato ho conosciuto un bambino. Si chiama Owen. Suo papà è romano e sua mamma del Texas. Lui è colore del cioccolato. Ma quello al latte. Mi sa che tanto non lo potrei mangiare comunque... Ha dei bellissimi occhi e dei ricci scuri. Ci siamo dati la mano. Chissà che la prossima volta non lo rincontro”.

icone-ricetta LA RICETTA DI ALICE: VELLUTATA DI ZUCCA BUTTERNUT

Il nostro esperto in zucche per la vellutata consiglia la zucca butternut, detta anche violina per la forma a custodia di violino, con una polpa compatta di colore camoscio

Prendere mezzo chilo di polpa della zucca tagliata a cubetti e rosolarla in padella con un porro tagliato fine e olio d'oliva. Quando è rosolata aggiustare di sale e cuocere a fuoco basso aggiungendo poco alla volta de brodo vegetale (che puoi ottenere facendo bollire carote, sedano e finocchi). Quando la zucca sarà morbida frullatela con 100 ml di panna liquida. Si può servire in bicchieri da Martini accompagnata da un fiore di zucca in tempura.

Quattro passi più in là

torrettaIn questo caso si tratta davvero, letteralmente, di quattro passi. Uscendo dal mercato, sulla destra si apre il CIRCO MASSIMO, il più grande “stadio” di tutta l'antichità.
E' proprio qui, durante uno spettacolo di corsa dei carri, che la tradizione vuole sia avvenuto il “ratto delle Sabine”. L'ellisse che ospitava le gare è ancora perfettamente visibile: il percorso un tempo solcato da cavalli e quadrighe (e che nel 1959 avrebbe dovuto fare da sfondo alla scena più celebre del film BEN HUR, se la Sovrintendenza non avesse negato l'autorizzazione alle riprese), oggi ospita le gesta degli appassionati di jogging. E due degli obelischi che ornavano la “spina” (il centro della pista), oggi abbelliscono le piazze del Popolo e di S.Giovanni in Laterano. L'unico edificio che ancora si innalza nel Circo ci è rimasto dal Medioevo: è la Torre della Moletta, dove si dice che la nobile romana Jacopa de' Settesoli abbia ricevuto nel 1223 il suo amico Francesco d'Assisi (talmente amici, i due, che oggi la Beata Jacopa è sepolta ad Assisi di fronte alla tomba del Santo).

Il Circo separa due degli storici sette colli della città: da un lato svettano le rovine del Palatino, il colle dove il mitico fondatore Romolo stabilì la sua casa e dove nei secoli sorsero tutti i principali templi e dimore imperiali di Roma antica. Dal lato dell'Aventino si affacciano lo sguardo severo di un padre della patria, Giuseppe Mazzini, e quello dolce e colorato dei fiori del ROSETO rosaCOMUNALE. (Vale una passeggiata, se siete a Roma a primavera inoltrata: la struttura infatti è aperta solo nei mesi della fioritura!).
Forse è solo una coincidenza, ma il roseto si trova nell'area dove in antichità sorgeva un tempio dedicato alla dea Flora. Non è invece un caso che i vialetti di una parte dell'attuale roseto siano disegnati con la forma della menorah, il candelabro a sette bracci della tradizione ebraica: è un modo per ringraziare la comunità ebraica per aver permesso di far sorgere il roseto nel luogo dove per oltre due secoli si era stabilito il cimitero israelitico.

p.s. chi si trovasse a Roma quando le rose non sono fiorite può fare quattro passi oltre il roseto, su per l'Aventino, fino al Giardino degli Aranci: le piante che danno il nome al luogo non saranno memorabili quanto le rose, ma il panorama sulla città è fantastico!

E ancora, a soli quattro passi dal mercato si trova una delle più celebri attrazioni della città, resa boccadefinitivamente immortale dal film “Vacanze Romane”: LA BOCCA DELLA VERITA'. Il mascherone di marmo, che probabilmente in antichità era un ben prosaico tombino, fin dal Medio Evo è stato al centro di leggende. La tradizione vuole che la bocca della maschera punisca chi dice una menzogna, inghiottendo la mano del bugiardo. Ne dà una mirabile dimostrazione Gregory Peck nel film appena citato: si racconta che l'attore abbia improvvisato la scena, e che la reazione di spavento di Audrey Hepburn sia reale, e non simulata. Se andrete a visitare la Bocca della Verità aspettatevi di trovare più di un turista che simula la stessa scena davanti alla propria fidanzata: molte delle leggende legate a questo monumento si riferiscono in particolare ad infedeltà coniugali. Non dovete invece lasciarvi ingannare dal film su un altro aspetto: se i due divi americani entrano nel pronao della chiesa di S.Maria in Cosmedin trovandolo deserto, a voi toccherà invece una lunga fila prima di poter provare con la mano dentro la maschera la vostra fedeltà!

Galleria fotografica

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dove Via San Teodoro, 74
aperto Sabato e domenica (9:00-16:00)
PARking Via Dei Cerchi, Via San Teodoro, Via del Circo Massimo
autoBUS

da Termini, Linea 170
da Piazza Venezia, Linea 170, Line 160, Line 95
da Piazza del Colosseo, Linea 81

metro linea B, fermate Circo Massimo, Colosseo
info

tel. – 06.4073090; 06.48993.204/215 – dalle 9:00 alle 14:00
sito