Mercato terra TERRA di Casal Bertone

10

icona alimentareicona abbigliamentoUna domenica al mese, esattamente la quarta alla mattina, la piazza di Santa Maria Consolatrice nel quartiere di Casal Bertone da una decina di anni si anima di un mercato dei contadini, dei produttori e degli artigiani in collaborazione con le associazioni di quartiere che abbinano al mercato laboratori, spettacoli per bambini e un pranzo sociale.

Tra i banchi del mercato

Il mercato fa parte del calendario di terra TERRA, associazione che crede nella filiera corta, nella verifica della qualità, nella stagionalità e nella necessità di un trattamento equo per tutti i contadini. Oltre a quello di Casal Bertone terra TERRA organizza mercati al Forte Prenestino (quartiere Prenestino, Centocelle) tutti i giovedì pomeriggio e ogni terza domanica, allo SCUP (via Nola) tutti i giovedì mattina, alla Città dell'Utopia (quartiere Ostiense) ogni terzo sabato, al centro Acrobax (quartiere Ostiense) ogni volta che giocano gli “all reds” e infine il primo, il secondo e il quarto sabato del mese a Corto Circuito (quartiere Cinecittà). Clicca qui per il calendario

“Ci appoggiamo ai comitati e ai centri sociali che vogliono aprire all'interno del loro quartiere un 1percorso sul cibo – ci dice Fabrizio produttore di formaggi di Orvieto – siamo circa una trentina di operatori della zona del Lazio, dell'Umbria e dell'Abruzzo per lo più anche se abbiamo aperto il nostro mercato anche a contadini che vengono dal Meridione che hanno difficoltà a vendere là i loro prodotti”. Come Massimo, produttore di agrumi nella Piana di Sibari in Calabria e sociologo rurale a Roma che avevamo già conosciuto al Biomercato in Certosa e che ritroviamo qua. Poi c'è Rosa che viene con i suoi ortaggi e il suo delizioso minestrone pronto da Aprilia, Mario con miele e pappa reale dai colli prenestini, Rose e la sua cosmesi naturale (saponi, creme, latti detergenti realizzati con crusca, aloe, lavanda, mirto, agrumi, propoli), Gisella e le sue creazioni in lana, Valeria e i suoi prodotti da forno, Fiorenzo che è emigrato dalla Sicilia una ventina di anni fa e ora vive a Olevano Romano. “Sono originario di Palermo, ma mi sono stabilito nella campagna romana dove ora ho un orto, realizzo conservo e sottolii, secco le erbe aromatiche. Poi nella mia cucina, per non dimenticare le origini realizzo, i piatti tipici siciliani: le arancine, lo sfincione di Palermo (una pizza alle cipolle)... Poi faccio il giardiniere e insegno ai ragazzi a suonare la chitarra. Non mi fermo mai”.
9La particolarità di questo mercato è sicuramente il rapporto con le realtà di quartiere: in questo momento a sostenere le attività di terra TERRA c'è la sezione dell'Anpi Zaccaria Verucci, il teatro Bi.Pop, il centro sociale Strike e le Officine occupate ex Rsi. “Insieme costruiamo una giornata che non vuole essere solo mercato – ci spiega Diego – terra TERRA si occupa dei banchi di piccoli produttori, mentre noi pensiamo all'animazione della piazza che vuole essere sia un modo per vivere una volta al mese il quartiere in modo diverso sia un presidio antifascista dal momento che nel quartiere c'è una sede di Casa Pound. Alla vendita di prodotti abbiniamo sempre un'offerta culturale: gli artisti di strada, la Titubanda e anche un momento conviviale che è il pranzo sociale realizzato con i prodotti del mercato”. E così la mattinata al mercato si conclude intorno ad una tavolata: orecchiette alla bolognese, zuppa di lenticchie su crostini speziati, arrosto con salsa di verdure e miniquiche con patate, porri e taleggio. Buon appetito!

Il paese di Alice

“Io ho le idee molto chiare, so benissimo cosa voglio fare da grande. Voglio fare la ballerina, la cantante, la dottoressa, la fioraia e la maestra. Ma quando 2sono stata al mercato terra TERRA di Casal Bertone non sono stata più sicura di un bel niente. Il mercato era molto carino certo, ma ormai ne ho visti tanti: colorati, allegri e pieni di gente simpatica che finisce sempre per regalarmi un pezzetto di qualcosa. Però quello che mi ha veramente colpito sono state due cose. Prima di tutto un giocoliere... bravissimo. Lanciava le sue clave in alto, le riprendeva con il naso e le faceva roteare in modo bellissimo. Poi è arrivata la Titubanda, una banda fatta da musicisti veramente speciali: tranne uno che aveva un tamburone suonavano tutti strumenti a fiato e poi erano vestiti in modo un po' buffo, non come si vestono quelli delle orchestre per capirci. Ma la loro musica era bellissima e io ho ballato tanto. Quindi ho deciso da grande farò o il giocoliere o il musicista della Titubanda. O forse la ballerina, la cantante, la dottoressa, la fioraia o forse la maestra”.

Quattro passi più in là

La piazza che ospita il mercato prende il nome dalla sua chiesa, un tempio nato sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale e diventato anni dopo la “casa romana” di un tedesco di nome Joseph, che gli abitanti di Casalbertone chiamavano semplicemente “don Giuseppe”, e che il mondo ha imparato a conoscere con il nome di Benedetto. Benedetto XVI, per la precisione. Il Papa che con le sue “dimissioni” è entrato nella storia forse ancor più dell'amatissimo predecessore Wojtyla è stato infatti cardinale titolare di SANTA MARIA CONSILIATRICE per 16 anni, dal 1977 al 1993. “Una persona semplice, uno di noi”, raccontano nel quartiere dove Ratzinger è voluto tornare per la sua prima visita parrocchiale da Pontefice, nel dicembre 2005. E in quell'occasione dal sagrato ha rivolto gli auguri di Natale ai “suoi” fedeli, sotto gli occhi benevoli del “Buon pastore”, il mosaico che decora il portale della chiesa. Ecco, quest'opera merita due parole. Non tanto, o non solo per il valore artistico, quanto per il singolarissimo artista che l'ha realizzata nel 1975. Il nome, Ugolino da Belluno, sa di antico. Ma, come nel caso di Benedetto, non si tratta del nome di battesimo. E' il nome da frate di Silvio Alessandri, religioso bellunese che alla vita nel convento dei Cappuccini ha alternato gli studi d'arte, abbeverandosi al tempo stesso della sapienza dei padri della Chiesa e dei maestri dell'immagine come De Chirico e Severini. Sarà proprio quest'ultimo – uno dei padri del Futurismo – a iniziarlo ai misteri del mosaico, tecnica cui Ugolino si dedicherà per abbellire absidi e facciate in tutta Italia. La sua opera più curiosa? Quella che si trova nella parrocchia del Sacro Cuore a Terni, dove accanto a Papa Wojtyla si trovano immortalati il leader sovietico Gorbaciov e la moglie Raissa. Un omaggio a due giganti del Novecento e al loro ruolo determinante per l'abbattimento dei muri nell'Est europeo. Nell'Italia di Don Camillo e Peppone forse c'è poco da stupirsi, ma è probabilmente la prima volta che un altissimo dirigente comunista finiva in una Chiesa dall'altro lato dell'altare, ad arricchire le schiere dei Santi.
La chiesa sarà anche il cuore spirituale del quartiere, ma se dovessimo individuare un simbolo di Casalbertone, la scelta cadrebbe su una coppia di cervi. Presenza familiare per chi abita qui, la sagoma elegante dei due animali messi di guardia al “PALAZZO DEI FERROVIERI” di piazza de Cristoforis cattura l'attenzione anche dell'automobilista che si trova per caso ad attraversare queste strade. In prima battuta per la grazia delle sculture, tocco di leggiadria di un isolato che fa pensare con rimpianto a quando in periferia si costruivano case popolari belle da vedere, oltreché da abitare. Ma dobbiamo fermarci e osservarle meglio per renderci conto del dettaglio, della piccola anomalia, che ce le ha fatte restare particolarmente impresse. I due cervi non hanno le corna. Ok, potrebbe semplicemente trattarsi di una coppia di femmine di daino. Ma la realtà non è mai così semplice. Tantomeno lo sono le storie o leggende di quartiere. E questa è la verità del popolo: gli edifici furono costruiti nel 1929 per i dipendenti delle Ferrovie, in quest'area a metà strada tra la stazione Termini e quella Tiburtina. In quell'ormai lontano 1929 i cervi avevano ancora le corna, e i ferrovieri avevano il lavoro a pochi passi da casa. Tutto bene? Non proprio. Perché i ferrovieri non lavorano solo in stazione. Sono costretti a lunghi viaggi, frequenti trasferte. Il ritorno a casa, l'abbraccio alle mogli doveva essere il momento più felice ma invece, complice l'ironica ferocia dei vicini, spesso si trasformava in un calvario di sospetti, sfottò e rodimenti di fegato. A nessuno era sfuggita la malizia di quelle corna messe lì in bella mostra su alte colonne a dare il bentornato a mariti per giorni rimasti lontani dal letto nuziale. Da lì a ribattezzare “Palazzo dei cornuti” quello che era conosciuto come “Palazzo dei ferrovieri” il passo era stato breve. E se a Sant'Eustachio, in pieno centro dietro al Pantheon, un problema analogo era stato risolto sconsigliando alle coppie di celebrare il matrimonio nell'omonima chiesa sormontata da una testa di cervo, a Casalbertone avevano scelto metodi più spicci, preferendo risolvere il problema alla radice con l'amputazione delle corna.

L'ultima segnalazione è per qualcosa che non c'è. Che non c'è ancora, ma che rappresenterebbe una primizia assoluta, che Roma non ha ancora mai assaggiato. Una “mela verde”, per la precisione. Casalbertone è stato infatti selezionato insieme ad altre 10 aree di grandi città europee per il progetto “Cat-Med”, grazie al quale dovrebbe diventare il primo quartiere ecosostenibile della Capitale, con una particolare attenzione ai trasporti pubblici e agli spazi sociali, ai materiali di costruzione e ai consumi. E la mela verde che c'entra? Si tratta di un semplice scherzo di traduzione. Il progetto, co-finanziato dall'Unione Eropea e messo nero su bianco dalla Carta di Malaga - individua Casalbertone come “Manzana Verde”: ma in spagnolo “manzana” non vuol dire soltanto “quartiere”, ma anche “mela”. Insomma, nessuna strizzata d'occho a New York, anche se la riqualificazione di alcuni quartieri della “Grande Mela” sarebbe un ottimo esempio da seguire. E l'esperienza americana insegna che, come logo, la mela coglie nel segno.

Galleria fotografica

Joomla SEF URLs by Artio
DOVE Piazza di Santa Maria Consolatrice
GIORNI DI APERTURA Quarta domenica del mese
ORARIO mattina
PARCHEGGIO intorno alla piazza o nelle vie limitrofe
bus Da Stazione Termini 75, Da Piazza Venezia 83
metro dalla stazionte Termini Metro B (fermata Tiburtina) poi Linea 409
info terraterra