Mercato rionale Niccolini

carlo marina

Il mercato rionale Niccolini è uno dei mercati all’aperto più antichi della città, si svolge tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 7 alle 14, in quella parte della giornata la strada nel quartiere di Monteverde Vecchio viene chiusa al traffico e i banchisti allestiscono le loro postazioni. Attualmente sono circa una trentina i banchi che spaziano attraverso tutti i generi alimentari: pesce, carne, pizzicheria, ortofrutta. Ci sono anche alcuni commercianti di abbigliamento per grandi e piccoli, articoli per la casa e piante. 


Tra i banchi del mercato

Alcuni banchi sono talmente antichi che affondano le radici storiche nella prima parte del Novecento, come la pescheria Fuschi arrivata alla terza generazione con una licenza che risale al 1926. “Io sono 29 anni che ci lavoro – racconta Luigi con alle spalle le foto dei proprietari – ma la famiglia Fuschi è qui da sempre. In questi anni il nostro banco è cambiato poco ma tutto intorno invece le attività si sono trasformate perché molti anziani non sono stati rimpiazzati, quando ho iniziato io c’erano almeno una cinquantina di banchi. Il mercato è storico; noi abbiamo clienti che conoscevano la nonna dell’attuale proprietario e continuano a servirsi da noi”. Intanto è un via vai di clienti, molti si fanno pulire e sfilettare il pesce dal giovane Mimmo, qualche volta lasciano anche una mancia.

fuschi

Il quartiere è residenziale e la clientela è piuttosto esigente, come ci conferma Carlo che ha un banco di alimentari insieme alla moglie Marina. “Io ho il banco da 35 anni, mia moglie si è aggiunta quando i figli sono cresciuti. La mia famiglia d’origine aveva un laboratorio di pasta all’uovo, servivamo i banchi di diversi mercati. Quando c’è stata la possibilità di rilevare questa licenza l’ho fatto, la nostra è una clientela raffinata. Per questo io nel tempo ho alzato molto la qualità, faccio una grande selezione sul prodotto: la mozzarella di Gioia del Colle, i formaggi di Seggiano, con il latte della pecora nera, prosciutto di Sauris, leggermente affumicato, dal Friuli. Sono sempre alla ricerca. Dopo tanti anni poi i miei figli, ormai adulti, hanno aperto una produzione di pasta fresca (Pasta all’uovo Agostini) e oggi al mercato sono felice di proporre i prodotti della mia famiglia”. Gli fa eco la signora Marina, che ci racconta che nell’anno del Covid hanno lavorato moltissimo: “Noi siamo stati fortunati. La gente del quartiere ha preferito venire da noi all’aperto, mettersi anche in fila, piuttosto che entrare nei supermercati”.

vincenzoStessa opinione per Vincenzo che con la moglie Carla e il figlio Alessandro ha un doppio banco: uno più tradizionale di frutta e verdura e uno dedicato alla frutta secca ed esotica. “L’attività apparteneva al padre di mia moglie, Carla lavora qui al mercato da quarant’anni – spiega Vincenzo – poi quando c’è stata la possibilità di allargarci a questo secondo banco ho proseguito la tradizione che c’era aggiungendo altri prodotti”. Oggi trovi le patate rosse americane e quelle francesi vitelotte (viola), i tapinambour e i lampascioni, ma anche tanti ortaggi utilizzati nelle cucine orientali. Se quelle fanno tanti chilometri molto più vicini a noi crescono invece frutti e ortaggi del banco “tradizionale”. “Noi ci riforniamo in un mercato dei Castelli romani che è quasi totalmente fornito da contadini laziali, poi all’interno di questo mercato ci sono due o tre ditte che hanno i prodotti che vengono da fuori come le mele della Val di Non. La gente oggi ha bisogno dei preparati, della verdura capata, non ha tempo e neppure voglia di pulire la verdura“. Anche Vincenzo conferma che il Covid non ha portato male alla sua attività: “Noi siamo stati chiusi soltanto dieci giorni, il tempo di riorganizzare il mercato con i distanziamenti. Poi ovviamente ci siamo mossi per la consegna a domicilio, abbiamo fatto la richiesta in Circoscrizione e dobbiamo dire che oggi come oggi vendiamo più portando le merci a casa dei nostri clienti che con il banco, perché ci sono ancora persone che hanno paura di venire al mercato”.
Non tutti i banchi sono aperti tutti i giorni, i contadini vengono solo alcuni giorni la settimana a1 seconda dei periodi stagionali e la pescheria Fuschi è aperta il martedì, mercoledì, venerdì e sabato. “Gli altri giorni ci occorrono per l’approvvigionamento, noi andiamo a Santo Stefano, Fiumicino e a Civitavecchia per l’asta del pesce. Il pesce dipende da tanti fattori: a seconda della stagione e del tempo meteorologico noi seguiamo certe flotte, se c’è vento magari le barche più piccole non escono. Ogni giorno tocca studiare l’offerta del mare, ci vuole mestiere per fare approvvigionamento”. Tra i motivi per andare alla pescheria Fuschi c’è proprio questo lavoro di ricerca e l’esperienza ultradecennale di chi ci lavora, chiedendo a Luigi quali sono le specialità che non si trovano in tutti i banchi o al supermercato ci risponde: “Un’ombrina al taglio, una ricciola al taglio, grossi pesci locali al trancio che possono essere un’ottima alternativa al pesce spada per coloro che non amano le spine. A Natale abbiamo avuto una spigola di dodici chili pescata qui nel nostro mare che era una cosa spettacolare, nella pancia aveva otto etti di uova… A vederla rimanevi incantato”.

Il paese di Alice


"Sono molto, molto contenta. Perché ho conosciuto una signora che si chiama come me. Siccomealice però è nata in un paese molto lontano che si chiama Australia il suo nome, anzi il nostro nome, si dice in un altro modo: Alis! Ho deciso che ogni tanto mi farò chiamare anche io Alis... mi sembra molto più bello.
Questa nuova amica della mamma fa un lavoro bellissimo, anzi più di uno: inventa ricette, le scrive per dei libri e poi chiama dei fotografi suoi amici e fa le foto dei piatti... Se non fosse che ho già deciso che da grande farò l'attrice, la cantante, la stilista e sarta dei miei costumi e forse organizzerò feste sarei tentata anche io di fare questo lavoro. Che mi pare fantastico visto che si mangiano e si vedono sempre cose belle e buone.
Adesso non vedo l'ora di conoscere i figli di Alis e di assaggiare anche uno dei suoi piatti anche se... ho letto la ricetta che ha regalato a mia mamma e non lo so. Io i broccoli mica li amo tanto".

icone ricettaLa ricetta di Alice 

Alice Adams Carosi è una cuoca autodidatta e lavora con fotografi per riviste di cibo e gastronomia italiane e internazionali, è nata a Melbourne ma vive a Roma. Sul suo sito potete leggere tutto quello che ha realizzato in questi anni. E' stata la nostra guida al mercato e ci ha voluto regalare una sua ricetta.

Plumcake salato con broccoli, limone e parmigiano

Ingredienti per un plumcake di circa 20 x 10 cm 

250 g farina 00
7 g di lievito per dolci
300 g di broccoli
1 pizzico di sale
2 uova
100 ml olio di girasole
120 g di yogurt bianco
100 g parmigiano grattugiato
1 limone non trattato
Pepe macinato fresco

Lavate il broccolo e eliminate gambe e foglie troppo grosse e dure. Dividete il broccolo a fioretti, e pelate e tagliate le gambe a pezzetti piccoli. Tagliate a pezzi le foglie tenere. Lessate in acqua leggermente salata per 14 minuti. Scolate bene e fate raffreddare.
Ungete con un po di burro, ed infarinate uno stampo da plum cake di circa 20 x 10cm e foderate la base di un pezzo di carta forno. Riscaldate il forno a 180°C.
Grattugiate il parmigiano. Grattugiate la scorza di un limone non trattato. Riservate un cucchiaio di parmigiano, mescolandolo con meta della scorza e un po’ di pepe.
Mettete la farina, il lievito e il sale nella ciotola della planetaria o una ciotola capiente con le fruste elettriche. Aggiungete le uova, sbattete per due minuti prima aggiungere l’olio a filo, i broccoli e il parmigiano grattugiato . Mescolate bene il composto e infine aggiungete la scozia del limone.
Versate l’impasto nella forma plum cake imburrata e infarinata e disponete sopra il restante parmigiano, scorza del limone e pepe.
Infornate e cuocete per 50-55 minuti. Fate la prova stecchino negli ultimi minuti di cottura.

 

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