Mercato Testaccio

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icona alimentareicona abbigliamentoIl vecchio mercato al coperto di Piazza Testaccio ha aspettato per lungo tempo di essere trasferito nei nuovi spazi che il comune ha dato in gestione ad un privato per trent'anni, "come si fa con una spiaggia ad uno stabilimento balneare", racconta uno dei commercianti. Un trasferimento annunciato da tempo e da tempo rinviato anche (fra l'altro) per la scoperta di reperti archeologici risalenti ad un antico mercato, che oggi (in determinate giornate) si possono anche visitare. 

Tra i banchi del mercato

Il 2 luglio 2012 è stato inaugurato il nuovo mercato in via Galvani. Cinquemila metri quadrati di 2superficie, di cui 2mila dedicati a servizi pubblici ed esercizi; spazi per 103 operatori; un parcheggio interrato di 6mila metri quadrati per 270 automobili; e un arricchimento archeologico con una superficie scavata di 7mila metri quadrati che in parte è visitabile periodicamente.
Molti dei banchi sono rimasti gli stessi, qualche anziano che intendeva già andare in pensione ha mollato, fra cui quello specializzato in pomodori, di tutte le forme e dimensioni (un peccato). Per il resto si ritrovano le vecchie bancarelle con qualche novità. Il libraio Samuele per esempio ha aggiunto le ceramiche ai libri usati, ai fumetti e alle tshirt realizzate dalla moglie grafica (“prima non c'era abbastanza spazio”), mentre i ragazzi di 20 mq finalmente hanno ottenuto lo spazio da cui nasce il nome. Al mercato Testaccio, oltre ai classici banchi alimentari (frutta e verdura, carne, pesce, pasta e pane) trovi veramente di tutto: scarpe, calze, abbigliamento, fiori, casalinghi). Un discorso a parte poi è quello sul mondo culinario: Alessandro e Alessandra con il loro laboratorio Le mani in pasta realizzino cannelloni, ravioli e gnocchi fatti a mano, con farina bio e kamut, prodotti bio e a KM zero e 3persino servizio di catering a domicilio. "La sera faccio il cuoco - racconta Alessandro - Volevo aprire un posto mio, ma con la crisi non è forse il momento giusto quindi per il momento faccio la pasta e vado nelle case con la mia cucina a domicilio". Ma la vera novità del nuovo Testaccio è la possibilità di “mangiare al mercato”; c'è la gastronomia romanesca dedicata ai panini con la trippa, la salsiccia, la scottona e la picchiapò, Mordi e Vai di Sergio, le ragazze di In cibo veritas che realizzano tutte le loro leccornie (dai supplì ai biscotti) con prodotti senza glutine.
Poi c'è Zoé che lo chef Matteo ha creato insieme alla sorella per proporre frutta e verdura da gustare al mercato: macedonie, insalate, 12centrifughe ma soprattutto estratti che vengono realizzati a freddo per mantenere tutti gli enzimi e le vitamine di frutti e ortaggi. Con l'aiuto di un'amica nutrizionista hanno messo giù un menù di quindici piatti fissi e altri a rotazione, le materie (fatta eccezione per qualche eccellenza come gli agrumi biologici di un'azienda siciliana e le mele, sempre bio, da una laziale) arrivano direttamente da alcuni banchi del mercato. Accanto a Zoé c'è FoodBox di chef Marco Morello (con sua sorella e due amiche) che ha sostituito la cannoleria siciliana di Dess'art, dal nome si può capire che il contenitore è importante. “L'obiettivo è fare del cibo di strada una abitudine gastronomica a 360° con tutte le sue specificità regionali, oltre alla linea romana di 13Supplizio dello chef Arcangelo Dandini (a cui è stato aggiunto il carciofo alla Giudia) qui da noi trovate street food di altri luoghi d'Italia come i supplì e le crocchette siciliane, le olive ascolante ma anche del mondo come le quiche francesi, i bagel americani, le arepas venezuelane”. Ma il vero fiore all'occhiello è il banco della chef, una stella Michelin, Cristina Bowerman che ha aperto una sorta di dependence del suo Romeo chef e baker proprio al mercato. “Il concetto di cucina di ristorazione ha subito negli ultimi anni una rivoluzione che per qualcuno è un'involuzione e invece per me è un'evoluzione. Siamo nella condizione noi chef di dover fare un passo verso i clienti, senza però andare a scalfire la qualità”. E così la vulcanica Cristina ha preso ispirazione dalle materie prime del mercato e ha inventato una formula quella delle “cups” che ricorda i bicchieri in versione compostabile di Starbucks o le coppette di un gelato. “Volevamo adattare l'idea di Romeo al mercato, qui non possiamo avere il cupsristorante e così mentre la sezione panini gourmet è rimasta identica – ci spiega Chef Cristina – eravamo in cerca di una nuova idea per sostituire il piatto. Così è nata cups, un contenitore portatile che può essere riempito con qualunque tipo di pietanza dal crudo alla pasta, dalle insalate alle zuppe”. Altra caratteristica interessante dell'esperienza di Cristina Bowerman al mercato Testaccio è la volontà di avere chef ospiti “Spesso ci troviamo nella condizione paradossale di non avere il tempo di cucinare perché prevale l'aspetto imprenditoriale lasciando da parte quello creativo per questo ho pensato di offrire ai miei colleghi uno spazio per cucinare senza regole, per sperimentare. La cosa è nata per scherzo e invece la lista degli chef si allunga di giorno in giorno”. E infatti questi sono i nomi che sono stati o stanno per essere dietro ai fornelli del mercato: Gigi Nastri, Giulio Terrinoni, Marco Martini, Davide Del Duca, Franco Aliberti, Cesare Battisti, Davide Scabin, Francesco Apreda, Dino De Bellis, Claudio Cargioli, Luciano Monosilio, Angelo Troiani, Francesco Pesce. Una volta al mese poi il mercato rimane aperto dalle 8 del mattino a mezzanotte, è l'Open Day: musica, balli (il bar centrale si trasforma in milonga), i banchi diventano luoghi per l'aperitivo e la cena e si finisce con il deejay set. Da non mancare.

 

Il paese di Alice

“Un giorno sul bus con la mamma ho incontrato una signora simpatica, piena di buste di verdure. Parlava strano (con un "r" rotolante), ci raccontava che lei viene sempre a fare spese al mercato di Testaccio, che lei sta in centro, ma piuttosto prende l'autobus e si carica le sporte perché le verdure buone così non le trova dai fruttivendoli del centro, che questo è uno dei pochi mercati rionali che hanno ancora i banchi dei contadini. E poi mi guardava e diceva:"per i bambini e 7importante mangiare sano” e io occhieggiavo le sue buste e mi sentivo come il coniglietto che ho sul muro di camera mia... Avevo una gran voglia di sgranocchiarmi una carota!
A luglio alla festa per il nuovo mercato c'ero anche io! C'erano fiori e festoni e palloncini sui banchi e tutti sembravano contenti, c'erano persino dei signori che cantavano canzoni romane. Papà mi ha detto che si chiamano “stornelli”. A me il nuovo mercato è piaciuto molto anche se ho fatto un po' fatica a ritrovare lo spirito delle bancarelle di piazza Testaccio. Il bello è che ogni tanto il mercato ospita altri eventi, un giorno sono andata con la mamma e il nonno e oltre ai soliti banchi ce ne erano tanti tutti intorno che vendevano libri. Libri di tutti i tipi: storie, libri con foto, con disegni e pure libri per noi bambini. Nonno mi ha comprato le avventure della scimmia Lola che vola in aeroplano e ogni volta che le leggo penso al mercato”.

Quattro passi più in là

piramideFacendo quattro passi fuori dal nuovo mercato, è impossibile non imbattersi in uno dei più noti e singolari monumenti della Roma antica: la PIRAMIDE CESTIA, evidente testimonianza – al pari degli obelischi – della fascinazione dei capitolini per la cultura dei faraoni. Ora appare addossata alle imponenti mura Aureliane, ma le precede di due secoli e mezzo. Come ricorda un'iscrizione sul lato orientale, il monumento funebre fu costruito in 330 giorni: d'altronde, se gli eredi di Caio Cestio avessero impiegato anche solo ventiquattro ore in più per costruirla, avrebbero perso l'eredità del ricco morituro, che si era premurato di scrivere nero su bianco questa ferrea regola nel suo testamento. Ma evidentemente, nel Medioevo lo stato di degrado del monumento doveva aver reso illeggibili le iscrizioni, se persino un poeta e latinista come Francesco Petrarca lo indicava in una sua lettera come “sepolcro di Remo”.

Seguendo le mura, lungo la via che porta il nome di Caio Cestio, si raggiunge uno degli angoli piùtombe suggestivi della città, da due secoli meta obbligata dei viaggiatori romantici: il CIMITERO ACATTOLICO di Roma, altrimenti noto come cimitero protestante, o degli Inglesi. Alla sottile ombra dei cipressi centenari riposano le spoglie dei poeti inglesi Keats e Shelley, e di numerosi artisti e intellettuali anche italiani, da Antonio Gramsci a Carlo Emilio Gadda, da Bruno Pontecorvo a Miriam Mafai, da Antonio Labriola ad Amelia Rosselli. Qui sono sepolti il poeta beat Gregory Corso, compagno di scorribande di Kerouac e Ginsberg, e la sfortunata attrice inglese Belinda Lee, adottata dall'Italia dopo “I magliari” di Francesco Rosi, e morta in un incidente stradale a soli 25 anni. La stessa età che aveva il suo connazionale Langton, quando nel 1738 morì cadendo da cavallo in città: sua è la più antica sepoltura del cimitero. Aveva invece 41 anni August von Goethe, quando la morte lo colse durante un viaggio a Roma. Evidentemente non gattocimiteroabbastanza per garantirgli una propria identità distinta da quella dell'illustre padre: sulla lapide il suo nome non viene neanche menzionato, si legge soltanto “Goethe filius”. C'è poi chi la tomba se l'è fatta da sé: è lo statunitense William Wetmore Story, autore del commovente “Angelo della pietà” che veglia sul sepolcro che riunisce le ceneri dello scultore e dell'amata moglie.
Dopo questa parentesi di pace, rituffandosi nel fervore del quartiere Testaccio, non si può non andare a dare un'occhiata all'omonima piazza, che ospitava lo storico mercato da poco trasferito. Impossibile descriverla ora, né immaginare che aspetto avrà quando il trasloco sarà completato e metabolizzato dal quartiere, e lo spazio libero dai banchi dei commercianti avrà trovato la sua nuova identità. Chi invece volesse avere un'idea di quale aspetto avesse prima dell'arrivo del mercato, può proseguire la passeggiata fino al Tevere, verso piazza dell'Emporio. Lì troverà la FONTANA DELLE ANFORE, che un tempo occupava il cuore di piazza Testaccio fino a quando, nel 1935, l'allora nuovo mercato rionale non l'ha sfrattata. L'opera, che immortala il simbolo indiscusso del quartiere (vedi Monte Testaccio link), può essere un buon punto di partenza per costruirsi un itinerario insolito tra le vie di Roma. Quella delle Anfore è infatti la prima delle otto fontanelle realizzate a partire dal 1927 dall'architetto Pietro Lombardi in altrettanti rioni: e di ognuno cattura nel travertino l'elemento caratteristico.

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DOVE si accede da via Franklin, via Manuzio, via Galvani e via Ghiberti
GIORNI DI APERTURA Lunedì - Sabato
ORARIO 6:00 - 14:00
PARCHEGGIO sotterraneo a pagamento (1 euro all'ora fino alle 17)
AUTOBUS

Da Stazione Termini 75 Da Piazza Venezia 83

metro

linea B (fermata Piramide, circa 300 mt a piedi)

info www.mercatoditestaccio.it