Mercato San Lorenzo

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icona abbigliamentoicona alimentareIl mercato di San Lorenzo è un mercato molto antico che affonda le sue origini negli anni prima della guerra. La memoria storica è Egisto, 86 anni, presenza fissa nel banco da quando ne aveva 13.

 

Tra i banchi del mercato

“Venivo qui con mio padre ogni mattina da Guidonia Montecelio con il cavallo e il carretto, partivamo da casa alle 11 la sera e arrivavamo al mercato alle 6 del mattino – racconta il signor Egisto - Poi dopo aver montato il banco mio padre mi rimandava a casa a lavorar la terra e lui rimaneva fino alla chiusura. La campagna mi è sempre piaciuta tranne per un periodo in tempo di guerra. Una volta nel '44 stavo in campagna con mio nonno, mio fratello più piccolo, mio cugino e anche il fratello di nonno, eravamo sul finire della guerra e c'erano tanti sbandati, delinquenti, delle SS che andavano nelle case a saccheggiare, due di questi ci minacciarono con la pistola alla testa, volevano i soldi. Ho avuta molta paura, per qualche mese in campagna non ci sono più tornato”. 15
All'epoca di cui parla il signor Egisto i banchi del mercato San Lorenzo erano molti più di adesso ed erano organizzati in due settori, da un lato i “vignaroli” come lui nella parte alta del largo degli Osci, e dall'altro i commercianti nella parte più bassa, quella che oggi ospita il mercato. Attualmente dei venticinque box per la vendita, ottenuti dopo i lavori di riqualificazione del 2003, soltanto una decina sono occupati. Oltre a due coltivatori diretti, ci sono due banchi del pesce, la macelleria di Alberto, il banco di biancheria e abbigliamento della signora Elvira (51 anni di mercato, un'altra veterana quasi quanto il signor Egisto) e di sua figlia Patrizia, la pizzicheria, il banco della pasta fresca di Valentina che ha il laboratorio a Zagarolo, il banco del biologico della Nave dei folli, il fioraio Giorgio. Adesso che il mercato dopo tanti anni ha ottenuto lo status di “mercato su sede propria” si spera che il bando per l'assegnazione di nuovi banchi non tardi 16molto. “Entro l'anno il mercato dovrebbe passare all'autogestione – ci spiega Marco, il presidente dell'AGS mentre pulisce il pesce, (“come li vuoi spaccati i calamari?”) - con questo dovremmo andare incontro ad agevolazioni a livello di costi ma dovremo comunque attendere che a livello di dipartimento vengano fatti i bandi per l'assegnazione dei box. A questo mercato io sono profondamente legato, la mia famiglia lavora qui da tre generazioni e io personalmente sto dietro al banco da trent'anni, da quando ne avevo sedici. Ne ho viste di tutti i colori qui al mercato e se sicuramente siamo stati abbandonati dalle istituzioni pure noi ci siamo un po' addormentati sugli allori. Ora è il momento di rimboccarsi le maniche”. 

5Tra quelli che si sono rimboccati le maniche ci sono i due Franceschi che si sono inventati La nave dei folli, un banco di frutta, verdura e altri prodotti biologici ma anche molto di più: un punto di aggregazione sociale dove è possibile esercitarsi col greco moderno, prendere un caffè (Francesco spesso lo offre ai clienti della mattina) mentre si fanno quattro chiacchiere, ma anche trovare un libro che parla del quartiere o persino ottenere un trattamento shiatsu gratuito.
Creato cinque anni fa dall'iniziativa di due amici ora è gestito, insieme a qualche collaboratore, solo da uno dei due Francesco (quello che è anche, o principalmente andrebbe detto, psicoterapeuta) mentre l'altro è tornato ad occuparsi a tempo pieno della sua attività (è scultore). “Il progetto è nato su una sfida: creare un contatto diretto con i produttori, che facesse del biologico e del chilometraggio basso (se non proprio zero) una missione – spiega il Francesco rimasto – e poi voleva essere anche un progetto politico che sfrutta uno strumento non finanziario che è lo scec”. E così con queste strane banconote da 1 o ½ scec (che corrispondono ad una sorta di buono sconto del 10% sul prezzo della spesa) vediamo arrivare quasi tutti gli acquirenti mentre chiacchieriamo con Francesco: giovani coppie con bambino nel marsupio, una studentessa, una signora, un ragazzo straniero. “Qui ce l'hanno praticamente tutti – ci spiega Francesco – viene chiamata la solidarietà che cammina e fa 6parte di un progetto nazionale che va sotto il nome di Arcipelago Scec, per averli bisogna far parte dell'associazione ma niente di più. Lo scopo principale sarebbe quello di radicare la ricchezza al territorio e sganciarsi dalla grande distribuzione”. E infatti i principali fornitori provengono tutti dall'area laziale (Amatrice, Ladispoli, il rietino) e anche per i prodotti più “esotici” lo sforzo è notevole: gli avocadi della Nave dei folli sono tutti siciliani e spesso vengono offerti già in versione guacamole.

 

Il paese di Alice

“Ora la situazione sta un po' migliorando ma per tanto tanto tempo io e le verdure proprio non siamo andate d'accordo. Mi vanno bene le carote, le patate, tutto ciò che non è verde ma se è una cosa è verde proprio non la butto giù. C'è però un'eccezione: i broccoli. Non mi chiedete perché ma nonostante la forma a bitorzoli e l'odore tutt'altro che profumato i broccoli mi piacciono. 4Facciamoci a capirci: preferisco le banane, i biscotti e il gelato alla fragola, però i broccoli sono ok. Li posso mangiare. Quando la mia mamma è andata al mercato San Lorenzo io ero a scuola e non ho visto niente ma quando sono tornata a casa ho sentito un profumino inconfondibile già sulle scale. Ti ho comprato un broccolo biologico mi ha detto la mamma. Me lo sono mangiato a cena ed era proprio buono. Delizioso e biologico”.

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DOVE Largo degli Osci
GIORNI DI APERTURA Lunedì - Sabato
ORARIO 6:00 – 14:00 (La Nave dei folli chiuso il lunedì e il mercoledì fino alle 19)
PARCHEGGIO strisce blu
autobus

da Stazione Termini linea 71