Mercato natalizio di Piazza Navona

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Il mercato per il terzo anno consecutivo non c'è. Al suo posto un "mini lunapark" con la giostra antica tradizionale e altri banchi per giocare, come nelle fiere: il tiro a segno, il barattolaio, la pesca meravigliosa. Dal 20 dicembre fino al 7 gennaio un paio di pedane ospitano spettacoli degli allievi di scuole di musica e danza.

E' sicuramente il mercato natalizio di Roma per eccellenza... quello storico, quello tradizionale, quello da non mancare. Da quando il mercato rionale venne spostato, già nella seconda metà dell'Ottocento, a Campo de' Fiori il mercato di piazza Navona è diventato quello di Natale.

Tra i banchi del mercato

Dove comperare ogni anno un nuovo addobbo per l'albero, dove prendere ispirazione per regali curiosi per grandi e piccini, dove passeggiare con la famiglia sgranocchiando un pezzo di croccante o incollandosi in faccia lo zucchero filato o far fare un giro di giostra ai bambini su un vero gioiello a cavalli costruito in Germania nel 1896. Dopo anni di polemiche per confusione, sporcizia, abusivismo  la piazza è tornata all'antico: niente etnico, solo dolciumi, giocattoli, elementi per il presepe, per l'addobbo dell'albero e della casa.
11Spesso i commercianti, soprattutto quando sono artigiani, hanno ereditato il banco e la licenza dai genitori se non dai nonni. Come Luca, un banco di statuine per il presepe che racconta: “Io sono nipote di un artigiano di piazza Navona e figlio di un'artigiana di piazza Navona, mia mamma era incinta qui dentro il banco – ci racconta - Ora mamma non ce la fa più ma noi figli, anche se abbiamo tutti altri mestieri, continuiamo la tradizione familiare. L'amore che nostro nonno Giovanni ci ha tramandato per questo banco e questa piazza fa sì che nei ritagli di tempo ci si dedichi alla realizzazione delle nostre statuine nel laboratorio che abbiamo a due passi da qui in via dei Giubbonari”.
I commercianti apprezzano il tentativo di riordino della piazza anche se la nostalgia per cosa era ieri la piazza non accenna a smorzarsi. “Ho dei ricordi di quando ero bambino che sono impressi nella mia memoria – continua Luca - Ricordo il nostro vicino di banco, un signore che produceva croccante e, circondato dal profumo di zucchero caramellato, a metà pomeriggio chiamava col campanaccio i bambini della piazza e ci regalava pezzi dei suoi dolciumi. Oppure l'abitudine dei baraccari ad una certa ora di passarsi a chiamare da banco a banco con la scusa del cinema o di una libreria e finire poi tutti in una trattoria o in un'altra a bere e mangiare finché le mogli, lasciate a presidiare il banco, andavano a recuperarli inviperite”.
13Oggi a piazza Navona si trovano ogni tipo di decorazioni per il presepio, l'albero, la tavola, la porta, la casa; dolciumi di qualunque generazione dalla classica rotella di liquirizia al panettoncino di Peppa Pig passando per il lecca lecca a girandola, il croccante al miele, le caramelle gommose; le idee regalo dai giocattoli a poco prezzo a prodotti di pelle (agende, portafogli, portapenne, portachiavi). E poi ci sono i banchi per giocare, come nelle fiere: il tiro a segno, il barattolaio, la pesca meravigliosa.
Tra i banchi più interessanti non si può mancare quello di Massimiliano il burattinaio, anche lui figlio d'arte, produce e vende burattini artigianali, spesso realizzati sotto l'occhio del cliente esigente che non trova esposto quello che cerca. Dai personaggi tradizionali della Commedia dell'Arte (Pulcinella, Pantalone) a quelli delle fiabe (Pinocchio, Biancaneve, i Sette nani) arrivando poi a quelli moderni della televisione (i Simpson e Hello Kitty) o persino ai politici. “Io costruisco burattini, impropriamente mi definisco burattinaio – racconta Massimiliano – faccio questo e solo questo per vivere o meglio per sopravvivere. La mia famiglia ha questo banco da più di sessant'anni, all'inizio era un banco di giocattoli che gestiva mio nonno poi a mio prozio, il fratello della nonna, venne l'idea di mettersi in produzione e specializzarsi in burattini a partire degli anni Sessanta. Oggi sono rimasto io, ogni anno mi tocca tastare il mercato e costruire nuovi personaggi... Quest'anno tocca a Peppa Pig... sono in ritardo perché ho tentato di resistere, non la volevo fare, ma sono stato bombardato di richieste e allora ho deciso: la faccio”.

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Il Paese di Alice

“Tornata da piazza Navona ho scritto la letterina a Babbo Natale. Non mi chiedete cosa gli ho domandato, è una cosa privata fra me e lui. Il fatto è che tutte quelle palle colorate, quelle lucette quelle statuine mi hanno fatto venire proprio voglia di Natale.4
Intanto un regalo anticipato l'ho avuto perché mamma mi ha comprato un burattino. Da un signore gentile che ne aveva tantissimi. E quelli che non aveva li costruiva sul momento. Quando siamo arrivati noi ne stava facendo uno per un signore... quando ho scoperto quale mi è venuto da ridere. Perché stava facendo il burattino di Berlusconi, un tipo che parla sempre... “Bla, bla, bla”.
Io ci ho pensato a lungo perché c'erano tanti burattini che mi piacevano e in particolare c'era Geppetto, con o senza occhiali, e il burattino che tutti conosciamo Pinocchio. Poi però ho scelto Cucciolo, che di tutti i nani di Biancaneve è il mio preferito. Perché è il più piccolo, diventa sempre rosso e non parla. Proprio il contrario di Berlusconi... “Bla, bla, bla”.

Quattro passi più in là

santagnesePer chi è nato e cresciuto a Roma la storia della FONTANA DEI FIUMI e la Madonnina di SANT'AGNESE in piazza Navona è un po' come la storia di Babbo Natale. Da bambini, arriva un giorno che un genitore o un nonno ti racconta dell'acerrima rivalità tra i due architetti, Bernini e Borromini; di come il primo abbia piazzato sulla sua fontana una statua che si copre gli occhi impaurita per il possibile crollo dell'edificio progettato dall'antagonista; e di come il secondo abbia issato in cima alla sua chiesa una Vergine Maria, come per tranquillizzare il gigante di pietra e scacciarne gli infondati timori. E poi, proprio come accade con Babbo Natale, qualche anno dopo arriva sempre un amichetto saccente a smontare la leggenda, assicurando che la fontana è stata costruita prima della chiesa, e che quindi il beffardo dialogo tra sculture non è stato scritto dagli scalpelli dei litigiosi e geniali artisti, ma dalla non meno ammirevole fantasia dei loro contemporanei.

D'altronde, siamo in piazza Navona, quella che il Belli in un sonetto definiva “un teatro, una fiera,un'allegria”. Definizione mai così calzante come nei giorni delle feste natalizie. Dove il protagonista non è però Babbo Natale, ospite straniero importato dal Nord Europa e qui relegato al ruolo di comparsa. La vera padrona di casa è infatti la Befana, vecchietta italiana d.o.c. che a cavallo della sua scopa vola tra le case per regalare dolci ai bambini buoni e carbone a quelli più discoli, la notte tra il 5 e il 6 gennaio. E che dopo un breve riposino, nella giornata del 6 si ripresenta in pieno centro per onorare una tradizione – cantata dal Belli e illustrata da Pinelli - che a Roma va avanti da secoli (e, ininterrottamente dal 1872, proprio in piazza Navona).fontana
Ma la storia di questa piazza è indissolubilmente legata a un'altra donna, forse la più potente della storia dell'Urbe. E' a lei che si deve il suo aspetto attuale. Senza di lei non ci sarebbe stata la fontana del Bernini e la dirimpettaia chiesa del Borromini. Eppure, ai suoi tempi, era considerata poco meno che una strega (altro che Befana!). Una fama mantenuta anche dopo la morte, tanto da essere considerata da alcuni l'unico vero fantasma di una città solare come Roma. Compare ogni anno il 7 gennaio, un giorno dopo la Befana, ed esce di casa a mezzanotte, proprio come lei. La sua casa? Basta osservare Sant'Agnese e spostare lo sguardo poco più a sinistra: è PALAZZO PAMPHILJ, oggi sede dell'ambasciata brasiliana, ma a metà del Seicento dimora e quartier generale per le macchinazioni di Donna Olimpia Maidalchini. La “Pimpaccia di piazza pasquinoNavona”, come l'aveva ribattezzata sprezzantemente PASQUINO, la statua parlante che a pochi passi dalla piazza raccoglieva umori, sfoghi e sarcasmi del popolo romano. La “papessa”, per chi invece ne sottolineava l'influenza sul cognato Innocenzo X, il pontefice immortalato “dal vivo” da Velasquez e trasfigurato quattro secoli dopo da Francis Bacon. Avida, arrivista, intrallazzatrice: tralasciamo qui gli episodi che ne hanno consolidato questa fama, e i lazzi di cui è stata oggetto, e arriviamo alla famigerata notte del 7 gennaio del 1655. Papa Innocenzo è appena morto. Il cadavere è ancora caldo, e già Donna Olimpia è al lavoro per ammassare oro e argento del pontefice in due casse, e caricarle su una carrozza per scappare via. E così la leggenda vuole che ogni 7 gennaio, a mezzanotte, una vettura in fiamme, trainata da cavalli imbizzarriti, con a bordo un fantasma, si lanci dal portone di Palazzo Pamphilj per attraversare piazza Navona e finire la sua folle corsa inghiottita in un abisso, lasciando Donna Olimpia alla mercé dei diavoli. Ora, siete liberi di credere o meno a questa leggenda. In fondo è come con Babbo Natale: magari non c'è niente di vero, ma è divertente pensare che lo sia.

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DOVE piazza navona
GIORNI DI APERTURA dalla fine di novembre alla befana
ORARIO

10:00- 1:00

(festivi e prefestivi fino alle 2:00)

PARCHEGGIO impossibile
AUTOBUS

da Termini, Linea 64
dal Colosseo, Linea 87